Puntata n°19 (19 febbraio)

 L’ALTERNATIVA PER I PRECARI

No VAT prete Vs bimbi

Martedì 19 febbraio abbiamo parlato di:

  • insegnamento alternativo all’IRC nella legge e nella realtà: intervista ad un compagno dei Cobas scuola sulla proposta di assumere a tempo indeterminato per l’ora alternativa.
  • Le ultime sul concorso indetto da Profumo che si sta svolgendo in questi giorni.

Riascolta la puntata qui.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA SCUOLA PUBBLICA: il 2 febbraio a Roma

Scuola pubblica: di tutte/i per tutte/i

Appello per la manifestazione nazionale della scuola e dei beni comuni del 2 febbraio

Scarica il volantino in PDF e diffondilo nella tua scuola e nella tua città!

Il movimento delle scuole dello scorso autunno ha reclamato il diritto ad un’istruzione di qualità per tutte e tutti, contrastando l’ennesimo progetto di tagli alla scuola, attraverso l’aumento dell’orario di la­voro a parità di salario, avanzato dal governo Monti e di aziendalizzazione degli istituti, attraverso la cancellazione degli organi collegiali avanzata nel Ddl Aprea-Ghizzoni. Il governo Monti e il parlamen­to uscente, sconfessato in piazza e nelle scuole da milioni di insegnanti, studenti e cittadini, prova a far passare la privatizzazione attraverso la discriminazione tra scuole più o meno meritevoli di riceve­re i finanziamenti pubblici, che secondo quanto previsto dalla legge di stabilità dovrebbe essere appli­cata dal 2014.
La scuola pubblica è un bene comune, che garantisce un diritto fondamentale, proprio come lo sono la sanità pubblica e la gestione pubblica dell’acqua. Ci sentiamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, come la scuola tagliata e ridotta ai minimi termini, e alla cittadinanza che ha chiesto con forza di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico e che vede oggi inattuato il risultato referenda­rio. Chiediamo:

Il rifinanziamento della scuola pubblica statale, restituendo gli otto miliardi di euro indebitamen­te sottratti dal governo Berlusconi e portando il finanziamento in linea con i paesi Ocse. Basta finan­ziamenti alle scuole private! Questo consentirebbe di rilanciare la qualità dell’istruzione pubblica, di­minuendo il numero degli alunni per classe, provvedendo agli interventi edilizi di messa in sicurezza e di adeguamento dimensionale degli istituti, aumentando gli stipendi degli insegnanti e dei lavoratori e garantendo l’accesso a percorsi di formazione permanente.

L’assunzione dei precari a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti, ottemperando alla nor­mativa europea che impone la stabilizzazione dei lavoratori che lavorano da oltre tre anni a tempo determinato nelle scuole.

Il blocco dei progetti di privatizzazione e aziendalizzazione degli istituti scolastici, a partire dal disegno di legge Aprea – Ghizzoni, per una scuola pubblica democratica, laica e pluralista, che ga­rantisca a tutte e tutti una formazione di base e specialistica critica e indipendente dagli interessi del profitto privato.

La disdetta del patto sulla produttività e la sua non applicazione al pubblico impiego. Tale ac­cordo scellerato è la via attraverso cui si vuole reintrodurre quello che il movimento ha già rigettato, cioè l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario.

L’abrogazione dell’articolo 1, comma 149 della legge di stabilità che vorrebbe differenziare in base al “merito” i finanziamenti alle scuole, lasciando ancora più indietro le situazioni di disagio so­ciale, ed imponendo sistemi di valutazione che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale del­la scuola pubblica.

Facciamo appello alle organizzazioni sindacali che condividono la piattaforma, all’intero mondo del lavoro e della cultura, alle studentesse e agli studenti, ai lavoratori, le lavoratrici e gli utenti della Sa­nità pubblica, al Forum italiano dei movimenti per l’acqua e alle/ai cittadini che hanno partecipato alla vittoria referendaria, affinché convergano sulla manifestazione per farla diventare una grande giorna­ta di lotta unitaria in difesa dei beni comuni fondamentali. Facciamo infine appello a tutte le forze poli­tiche che hanno a cuore la difesa e il rilancio della scuola pubblica statale come fulcro del diritto co­stituzionale all’istruzione per tutte e per tutti, a sottoscrivere i quattro punti di piattaforma della mani­festazione e a parteciparvi.

Corteo nazionale a Roma – 2 febbraio 2013, ore 14

Coordinamento Nazionale Scuola

www.coordinamentonazionalescuola.net

Puntata n°12 (18 dicembre 2012)

Il concorso. Le mobilitazioni: tentativi di repressione, prospettive di lotta. L’ora di religione

Martedì 18 Dicembre abbiamo discusso:

  • dei dati sulle prove preselettive del concorso indetto da Profumo e contestato in questi mesi dalle precarie e dai precari della scuola;
  • delle azioni intimidatorie delle forze dell’ordine a Velletri contro docenti mobilitati/e;

Abbiamo infine iniziato a parlare dell’ora di religione nella scuola pubblica.

Riascolta la puntata.

IL QUIZZONE FALLO TU!

Gioco molto serio sulla selezione/valutazione delle persone a base di quiz.

(a cura del coordinamento scuole di Roma)

 

Logica, quesito n. 1

Il precario Ubaldo prima del 2008 otteneva annualmente un incarico dal provveditorato. Poi è stato licenziato dal Ministro Gelmini, ma dieci anni fa si era abilitato sostenendo concorsi ed esami di stato e mandando avanti la scuola con il suo lavoro qualificato. Ora il Ministro Profumo bandisce un concorso per giovani quarantenni, con un quizzone preselettivo e punteggi dati a chi ha pubblicazioni scientifiche, non a chi lavora da anni a scuola. Se le affermazioni precedenti sono vere, allora è evidente che:

  • La scuola pubblica dovrebbe essere finanziata, non tagliata, e i precari assunti su posti che sono vacanti e disponibili.
  • Se per 11.000 posti si presentano in 320.000 è un successo e nulla ha a che vedere con la disperazione del paese e un tasso di disoccupazione mai raggiunto prima.
  • Chi conosce bene la differenza tra CTRL z e CTRL a è senz’altro più adatto a instaurare un rapporto didatticamente efficace con i suoi alunni.
  • Il Ministro Profumo non fa altro che applicare la legge e non ha nulla da nascondere dietro al concorso.

Comprensione del testo, quesito n. 2

Chi rifiuta la privatizzazione della scuola e di vedere calpestati i propri diritti è un corporativo. Chi non vuole 2 ore in più a settimana lavorandone già ben oltre rifiuta l’innovazione. Chi è corporativo e chi non vuole l’innovazione va cacciato. Se le affermazioni precedenti sono vere, allora:

  • È necessario partecipare alla trasmissione di un sorridente conduttore per spiegare all’Italia che gli insegnanti sono corporativi.
  • “Corpo docente” è un’espressione più breve, ma equivalente a “corporativismo docente”, come esiste una 953 buona e una cattiva.
  • Io dico 24, poi me lo rimangio, poi rilancio e qualche fesso che chiude a 20 lo trovo.
  • Gli insegnanti lavorano molto più di 18 ore: gli insegnanti si fanno carico della funzione più alta di un qualsiasi consesso umano: collaborano al futuro dei giovani e difendono insieme al proprio lavoro, anche i diritti degli studenti e la scuola tutta.

Lingua inglese, quesito n. 3

A SIT IN is:

  • Un ritrovo di gente “choosy” (by E. Fornero).
  • Un diversivo contro la noia del “regular job” (posto fisso, by super M. Monti).
  • Il momento in cui alla carota si sostituisce il bastone (by F. Profumo).
  • UN APPUNTAMENTO IL 13 DICEMBRE ALLE 15,00 DAVANTI AL MIUR PER FAR FARE IL QUIZZONE A PROFUMO E RILANCIARE LA LOTTA A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Coordinamento cittadino delle scuole di Roma

www.coordinamentoscuolaroma.wordpress.com

Puntata n°10 (4 dicembre)

Precariato nella scuola: ATA e docenti. L’opposizione al concorso.

Martedì 4 Dicembre abbiamo discusso della condizione dei precari e delle precarie, docenti e non docenti.

Abbiamo parlato ancora dell’assurdità del concorsino-truffa alle porte per le/gli insegnanti: oltre 320.000 aspiranti per 11.000 posti.

La lettura della lucida analisi di Chris Hedges sul sistema scolastico (e sociale) degli Usa, (“Perchè gli Stati Uniti distruggono il loro sistema scolastico“) basato sui quiz standardizzati.

Poi la telefonata di un ascoltatore pone il tema della comunanza di obiettivi tra studenti e insegnanti.

Riascolta la puntata qui.

Puntata n°3 (16 ottobre)

L’attacco del governo al contratto collettivo nazionale della scuola

Martedì 16 ottobre si è parlato del recente DL sulla “stabilità” che impone le cattedre a 24 ore per tutti i/le docenti e le sue nefaste conseguenze sulla qualità del lavoro.

Ecco il confronto con l’Europa: orario cattedre e retribuzioni.

Scoprite cosa ci avvicinerebbe all’Europa…

 

Potete riascoltare la puntata qui.